Leonida Ferrarese, l’alta sartoria pugliese nel mondo

Leonida Ferrarese
Leonida Ferrarese, l'alta sartoria pugliese nel mondo - Photo Credit: thepicta abitisartorialitaranto style-magazine.it

Leonida Ferrarese, il giovane imprenditore pugliese che ha deciso di fare della sua passione e della sua terra un connubio senza eguali. Connubio che si sintetizza nel marchio Bottega Dalmut

Non abiti, ma fili tenuti insieme da una forte passione e dalla continua ricerca e cura dei dettagli. Non una professione, ma una nobile arte. Una poesia fatta di luce e fuoco.

Un desiderio che non puoi frenare, una passione che arde e non puoi spegnere, una parola che non puoi tacere. L’essenza più profonda, una vita cucita dallo stesso ago che sorfila pantaloni, giacche, camicie.

Anni di studio, esperienza e il continuo desiderio di migliorarsi. Crescere per raggiungere l’eccellenza in nome dello stile e dell’alta sartoria artigianale. Sono questi i principali ingredienti che caratterizzano e contraddistinguono la figura di Leonida Ferrarese. Giovane imprenditore pugliese che ha deciso di fare della sua passione e della sua terra un connubio senza eguali. Connubio che si sintetizza nel marchio Bottega Dalmut.

Siamo stati ospiti nella sua bottega e, tra una chiacchiera e un caffè, abbiamo potuto scorgere la più vera e prestigiosa arte sartoriale dai natali esclusivamente pugliesi.

È lui stesso ad aprirci la porta e accoglierci nella sua sartoria. In abito elegante e sorriso amichevole, poi, ci guida fino al salotto, dove di solito ci si accomoda per scrutare gli abiti da provare. Due divani in pelle, un tavolino al centro, un grande specchio di fronte ed una serie di mezzi busti e abiti intorno. Una lieve musica di sottofondo e un piacevole profumo da uomo, per finire, ne allietano e completano il contesto. Tutto estremamente curato, tutto impeccabilmente studiato.

Ecco che comincia la nostra intervista a Leonida Ferrarese.

Quando è iniziato tutto e quando hai realizzato che il mondo sartoriale sarebbe diventato il tuo? 

Il progetto Bottega Dalmut nasce da lontano, quando nel 2011 ho registrato il marchio consapevole di dover fare qualcosa di grande. Prima, però, ho completato la mia formazione con un master in marketing a New York. Ho esaminato un caso inerente alle sartorie londinesi ed è stata proprio quest’occasione a far nascere in me l’amore per l’attività sartoriale. Una passione che mi ha spinto ad andare avanti e ad approfondire sempre più i miei studi. Fino a lasciarmi conquistare da tutto ciò che si nasconde nel suo profondo. Mi riferisco a tessuti, dettagli, piccoli particolari che fanno dell’alta sartoria qualcosa di estremamente curato, unico e irripetibile. In fin dei conti il vero FATTO A MANO si contraddistingue proprio per questo.

Cosa c’è stato dopo il master a New York?

Finito di studiare ho subito cominciato a lavorare per Ferragamo ed è stato lì che mi sono innamorato ancor più di questo universo bello e ricco di spunti. Con un occhio sempre attento allo stile e al contesto circostante. Ancora, ho fatto pratica in ambito aziendale, finché nel 2015 ho dato vita alla mia Bottega Dalmut come sartoria.  Abbiamo inaugurato con una collezione di pronto, dopodiché ci siamo orientati sempre più sul “su misura”. È questo che oggi ci caratterizza maggiormente. Ogni singolo capo, ogni abito viene da noi realizzato in base allo stile del cliente e, ovviamente, rispettando il suo più personale gusto.

Ci racconti ancora qualcosa di Bottega Dalmut. Questa storia fatta di stoffe, forbici e fili ci incuriosisce particolarmente. Così come la sua figura, giovane ma già parecchio affermata nel mondo.

Se Bottega Dalmut oggi è quella che è, un grazie speciale va soprattutto al Maestro Cafueri. Ecco una delle parti fondamentali, il cuore pulsante di Bottega Dalmut. Un sarto d’eccellenza e capace come pochi in questa nobile arte, l’uomo che ho avuto il piacere e l’onore di avere come personale maestro. Devo a lui le mie migliori conoscenze in materia. È stato sarto per nomi importanti e per alcune sartorie del milanese, oltre che da sempre artigiano di fiducia della mia famiglia. Oggi sotto di lui ci sono 7 giovani sarti che lo seguono con la stessa passione e dedizione propria di Bottega Dalmut.

Una generazione di giovani sarti, dunque.

Proprio così. È un peccato che un mestiere del genere sia oggi in via d’estinzione ma soprattutto, come oso definirlo io, “stuprato” nel suo significato più profondo. Poco di quello che si dice “sartoriale” è realmente fatto a mano. Poco del valore e del prestigio di un capo d’abbigliamento fatto a mano si sa.

Un’arte forse destinata a scomparire, così come il tocco di pregio che trascina con sé.

Qual è il carattere che contraddistingue Bottega Dalmut?

Non c’è qualcosa in particolare. A contraddistinguerci è qualcosa di molto astratto e sottile, un gioco di dettagli. I nostri abiti si riconoscono innanzitutto dal taglio e poi da piccoli dettagli quali i bottoni in madreperla con il nostro marchio, la nostra classica fodera 4 colori, l’etichetta interna sulla quale viene ricamato il proprio nome e cognome, i cinturini sui passanti dei pantaloni. Piccoli dettagli che fanno la differenza e che, come in ogni abito fatto a mano che si rispetti, lo rendono unico.

Quali sono i capi che un cliente può trovare da Bottega Dalmut?

Ogni capo o accessorio che desideri. Si va dalle classiche camicie, agli abiti, ai gilet, alle bretelle fino alle scarpe. Dai pezzi chiave e basilari agli accessori più particolari. Tutto tranne le cinture. Questo solo per una nostra scelta, perché crediamo che un pantalone vesta meglio e sia maggiormente valorizzato da un paio di bretelle. In alternativa lo si può indossare senza nessun accessorio che lo tenga su.

Abbiamo parlato in precedenza del prestigioso connubio che sei riuscito ad instaurare tra arte sartoriale e territorio. Bene, tutto quello che Bottega Dalmut realizza è fatto in Puglia?

Un buon 95%, che tengo a sottolineare ed enfatizzare. Il restante 5% riguarda esclusivamente le scarpe, per le quali mi avvalgo del valido e fondamentale sostegno di maestri toscani. Da sempre conosciuti e rinomati nel settore.

Ci pare chiaro che questo sia il tuo mondo. Come definisci il tuo rapporto con lo stile?

Credo e sostengo che lo stile sia estremamente personale. Mi piace che questo sia differente e caratteristico di ognuno. Mi piace appena entra un cliente guardarlo negli occhi e immediatamente capire quello che più gli si addice. Per me ogni uomo che entra nella mia bottega è come se avesse un guardaroba vuoto, da riempire o magari reinventare. Parto sempre da un classico abito blu, fino ad arrivare alle gradazioni di colore più particolari e ai capi più sofisticati. Mi piace anche questo: sbizzarrirmi con i clienti abituali.

Per quanto riguarda il mio rapporto con lo stile, nello specifico, posso dirvi che sono un amante del “per sempre”. Sono così per gli abiti come per qualsiasi cosa che scelgo di acquistare. La mia macchina e la mia moto ne sono un esempio. Non mi piace vedere la moda nell’ottica della “tendenza del momento” che presto viene sostituita da qualcos’altro. Preferisco sempre qualcosa di classico e senza tempo, qualcosa che mai potrà stancarmi o dirsi superato.

Siamo davvero entusiasti di averla incontrata. Le facciamo i nostri migliori complimenti e soprattutto i nostri più grandi auguri per un futuro sempre in crescita. 

Sono io che ringrazio voi, è stato un piacere per me avervi qui. E’ stato un piacere per Bottega Dalmut accogliervi sulle sue poltrone.