Anna Wintour sarà direttrice di Vogue a vita

Anna Wintour non andrà in pensione. Lo conferma Bob Sauerberg, ceo di Condé Nast, in un'intervista

Negli ultimi mesi si sono fatte sempre più insistenti le voci di un possibile abbandono del timone di Vogue da parte di Anna Wintour. Molti, infatti, erano pronti a scommettere che il September Issue 2018 – il più importante numero della testata di moda – fosse l’ultima fatica della Wintour. Ad aumentare i rumors è stata anche la soffiata che vedrà Beyoncé protagonista dell’ambita cover di settembre. “Anna Wintour vuole chiudere in grande”, si pensava. Ma “il diavolo” non ha nessuna intenzione di lasciare il suo trono.

A confermarlo è Bob Sauerberg, ceo di Condé Nast, che in un’intervista ha voluto zittire una volta per tutte le voci specificando che Anna manterrà il suo ruolo a vita. “È un leader incredibilmente talentuoso e creativo la cui influenza va oltre misura. Lei è parte integrante del futuro della trasformazione della nostra azienda e ha accettato di lavorare con me indefinitamente nel suo ruolo di caporedattore e direttore di Vogue” ha detto Sauerberg.

Indubbiamente la dichiarazione è servita a tranquillizzare gli animi irrequieti di chi già non riusciva ad immaginare Vogue senza Anna Wintour. Del resto, l’inizio della sua sfavillante carriera come direttrice risale a ben trent’anni fa.

Nel 1983 al timone di Vogue America vi era Grace Mirabella. Nello stesso anno, una giovane Anna Wintour approdava nell’ambita redazione come creative director. Il loro colloquio, diventato leggendario e quasi fiabesco per il modo in cui viene ancora oggi narrato, è entrato alla storia grazie ad un episodio di estrema ambizione e determinazione. Voci affermano che, alla domanda della Mirabella su quale posto la neo-assunta volesse ottenere all’interno della rivista, la Wintour rispose con testuali parole: “il suo”. Quell’episodio singolare divenne realtà nel 1988, quando Anna Wintour venne nominata nuova direttrice di Vogue.

Ad oggi la Wintour ha collezionato cover storiche, realizzato numeri imperdibili e dato spazio a modelle sconosciute e celebrità ed ha cambiato il modo di vedere ed interpretare la moda. Il suo lavoro è stato messo in scena tramite un documentario “The September Issue” che racconta quanta fatica ci sia dietro la realizzazione del numero più importante di tutta la rivista. Considerata una donna dall’anima gelida, è stata ribattezzata “il diavolo” dopo l’uscita del best seller “Il diavolo veste Prada”, romanzo di Lauren Weisberger che narra la storia di una giovane assistente al servizio della perfida direttrice della più importante rivista di moda al mondo, da cui è poi stato tratto il celebre film con Meryl Streep e Anne Hathaway. Ogni anno è la padrona di casa al Met Gala, evento benefico dall’impatto mondiale che viene organizzato personalmente da lei nel primo lunedì di maggio presso il museo Met di New York. Lo stesso evento, ha fatto da cornice al film Ocean’s 8 in cui Anna Wintour appare in un cameo interpretando se stessa. Il suo lavoro non è passato inosservato alla regina Elisabetta II che, l’anno scorso, l’ha resa dama comandante dell’impero britannico, l’equivalente femminile del cavalierato. La Wintour ha anche avuto il privilegio di sedere accanto a Sua Maestà durante la London Fashion Week.