
Ecco l'ennesimo studio di una Università americana, quella dello Utah, a Salt Lake City, che cerca di dimostrarci e convincerci -anche se Divi&Thumi sono "capoccione" e un po' refrattarie alle lezioncine scientificamente articolate!- come tutto, nella vita, in un modo o nell'altro, alla fin fine possa essere sempre ricondotto al noto principio filosofico del 2+2=4!
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Lo studio in questione giungerebbe ad affermare che la personalità di una donna passa soprattutto dalle sue curve...
Le donzelle col fisico "a clessidra" sarebbero più fertili, ma psicologicamente più fragili.
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Quelle col fisico "a mela" (girovita generoso, con tanto di maniglie, e forma mascolina) più competitive e inclini ad ammortizzare lo stress (sarà merito delle maniglie, mi chiedo..?).
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I ricercatori sarebbero giunti a tali conclusioni studiando il rapporto tra carettistiche fisiche e grado di emancipazione e realizzazione professionale del gentil sesso in diversi Paesi del Globo. Il fenomeno sarebbe, comunque, legato ad una maggiore o minore presenza di ormoni maschili nell'organismo femminile.
Ma, dico io, in America non hanno altro da ricercare...?!
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