Lady Gaga ci piaci perché sei camaleontica

Artista dalla voce formidabile e uno stile del tutto personale. La metamorfosi di Lady Gaga documentata album dopo album

Ne è passato di tempo da quando Lady Gaga esibiva con tanta fierezza la sua stravaganza nel vestire. A guardarla oggi, quella ragazza dai capelli biondo platino -che si dilettava tra un abito interamente fatto di carne e un proprio alter ego maschile- sembra non essere mai esistita. Eppure, talento a parte, Lady Gaga deve metà del suo successo proprio alle bizzarre, quanto provocatorie, scelte di stile che l’hanno accompagnata durante i primi anni musicali. Si tratta infatti delle stesse scelte di stile che hanno fatto di lei un’icona.

Ma partiamo con ordine. Era il 2008 e le radio di tutto il mondo trasmettevano Just Dance,  singolo pop di un’artista sconosciuta chiamata Lady Gaga, all’anagrafe Stefani Joanne Angelina Germanotta. Una meteora, hanno pensato i più, la classica stella del momento destinata al tramonto pochi mesi dopo l’uscita del brano. Eppure Gaga ha messo sin da subito i punti sulle I. A Just Dance seguì l’uscita di Poker Face, pezzo che vedeva la cantante dimenarsi indossando attillati body e parrucche con tanto di frangetta e fiocco, indumenti che divennero nel giro di poco tempo il suo marchio di fabbrica.

Il fenomeno Gaga era però solo all’inizio. L’album d’esordio (The Fame) fu un successo, ma il consolidamento del suo personaggio artistico arrivò solo con il secondo album: Born This Way.

A questi anni risalgono alcuni dei migliori (quanto memorabili) momenti fashion che hanno reso Lady Gaga la regina indiscussa dell’estro. Dagli abiti in pizzo che le coprono il viso si passa al total look in latex indossato durante l’incontro con sua maestà la regina Elisabetta II. Ma lo scopo della cantante è stato, forse, sin da sempre quello di stupire e dare scandalo. Per farlo si servì della moda. Evento dopo evento, performance dopo l’altra, Miss Germanotta -che per fantasia illimitata eccelleva a pieni voti- si presentava con una trovata più assurda dell’altra. La lista è davvero lunga: dall’abito interamente realizzato con la carne si passa al Space Orbit Dress firmato Armani Privé. E poi ancora l’abito Muppets, mini dress con le bolle di sapone, il Christmas Look, acconciature alla Maria Antonietta, copricapi scultorei, make up skeleton, parrucche oversize, look gotici e immancabili scarpe platform firmate Alexander McQueen.

Era diventato quasi spontaneo associare la parola “strano” al nome di Lady Gaga. Se all’inizio i suoi look estrosi destavano sgomento, presto divennero una garanzia amata dai fan e dalla critica del fashion system. Ciò rese quasi normali i look estrosi della cantante che, da fautrice dell’effetto sorpresa, dovette inventarsi qualcosa di nuovo. Gli abiti da donna erano diventati troppo scontanti, l’alternativa era quella di orientarsi sul maschile. Nacque così Jo Calderone, il suo alter ego del sesso opposto, ragazzo dall’aspetto rude e poco curato.

Quando anche Jo Calderone passò di moda, Lady Gaga stupì di nuovo tutti. Si spogliò dell’immagine fino ad allora costruita e vestì i panni della diva. Mise da parte parrucche, body, platform, make up di scena e abiti succinti e diede vita ad una nuova Gaga, più semplice, raffinata ed elegante.

Agli Oscar del 2014 si presentò con un abito stile vecchia Hollywood firmato Versace con cui ammaliò tutti. Proprio con la casa Versace proseguì un periodo di collaborazioni dove l’immagine di Donatella sembrò sposarsi con quella della cantante. I red carpet vennero calcati da una Gaga del tutto nuova e decisamente glamour, ben lontana dall’estrosità che la rese famosa.

Se ad ogni album corrisponde un periodo di vita dell’artista, quello che rappresenta il simbolo della sua ultima metamorfosi è senza dubbio Joanne. L’ex ragazza ribelle che amava dare voce allo scandalo per il suo abbigliamento fuori dal comune è diventata una donna di classe. Ancora una volta la camaleontica Gaga ha rischiato ed ha fatto centro. Ma i fan sanno che, sotto quegli abiti di alta moda e quel make up acqua e sapone, si nasconde ancora un pizzico della loro vecchia e trasgressiva beniamina. Ad oggi risulta difficile identificare il suo stile in una precisa categoria. L’unica cosa che viene in mente, citando Pirandello, è che lei è una, nessuna, centomila.