Olivier Rousteing, in arrivo il docu-film sulla vita del direttore creativo di Balmain

Dal successo della maison Balmain all'apertura di un flagship store a Milano, un team di registi sta seguendo Olivier Rousteing per la realizzazione del primo docu-film incentrato sulla sua vita

Olivier Rousteing è lo stilista dai numeri da record. Considerato un enfant prodige, il trentaduenne francese ha assunto le redini della maison Balmain a soli 25 anni, divenendo il più giovane direttore creativo del nuovo millennio. Con lui la maison francese è tornata alla ribalta raddoppiando di anno in anno le vendite e il fatturato, tanto da essere acquistata nel 2016 da Mayhoola Investments, fondo d’investimento sostenuto dall’emiro del Qatar, per 548 milioni di dollari.

Seguito da 4.8 milioni di follower, amico e stilista prediletto di celebrità dal calibro di Kim Kardashian, Jennifer Lopez, Cindy Crawford e la premier dame Brigitte Macron, Olivier Rousteing ha fatto del suo opulente stile personale la firma della nuova era Balmain. Le sue collezioni sono riconoscibili ad occhio: sexy, femminili, ricche di dettagli meticolosi, barocche, lussuose. Le donne da lui vestite fanno parte del Balmain Army, un esercito tutto al femminile che ama sentirsi potente e a proprio agio con quello che indossa.

Modelle in Balmain al Met Gala 2016

Tutti vogliono essere vestiti da Rousteing. Il red carpet del Met Gala 2016 è stato un tripudio di Balmain Army. Kim Kardashian, Kanye West, Kylie e Kris Jenner, Jordan Dunn, Joan Small, Cindy Crawford, Alessandra Ambrosio e Doutzen Kroes hanno indossato abiti firmati Balmain. Lo stesso è successo durante la scorsa edizione del festival di Cannes, mentre Beyoncé ha di recente scelto Rousteing come designer dei suoi look per la performance al festival di Coachella.

Beyoncé in Balmain al festival di Coachella 2018

Il suo concetto di luxury fashion aperto a tutti ha indotto il colosso della moda low cost H&M a realizzare una capsule collection con la griffe francese, andata poi sold out pochi minuti dopo il lancio. Nonostante si sia trattata di una linea “low cost”, e quindi con prezzi accessibili a tutti, Rousteing non ha esitato a portate in passerella i capi tipici di Balmain come le giacche a doppio petto con bottoni dorati, i maxi cinturoni, le maglie ad effetto intrecciato e gli abiti ricamanti con rifiniture barocche. Alla collaborazione con H&M è seguita una partership con L’Oreal che ha visto Rousteing firmare una linea di rossetti con i classici “colori Balmain” per il celebre beauty brand francese.

Se oggi Olivier Rousteing gode di una notevole fama che lo ha reso uno dei volti più in vista della fashion industry, nonché uno tra i pochi stilisti noti al di là del marchio per cui lavora, lo deve -oltre alla sua bravura nel settore – alla forza di non essersi mai arreso davanti alle avversità. Nato a Bordeaux nel 1985 e adottato quando aveva solo un anno, Rousteing ha manifestato sin da piccolo la sua passione verso il fashion system. La sua storia, il suo percorso di studi e l’importante lavoro svolto come direttore creativo di Balmain, hanno attirato l’attenzione di un team che sta lavorando al primo docu-film incentrato sulla sua figura, previsto per il 2019, che lo seguirà passo passo fino a luglio. Dopo il diploma all’ ESMOD, scuola superiore delle Arti e Tecniche della moda, nel 2003, appena diciottenne, si trasferisce a Roma dove fa esperienza da Gianni Serra, per poi spostarsi a Firenze da Roberto Cavalli, dove è diventato designer prima del settore maschile e poi del femminile. Qui conosce lo stilista Peter Dundas, che è stato per lui una sorta di maestro, che gli ha fatto capire “quanto la sensualità fosse importante e che non ci sono limiti al fare o al meglio”. L’amore nutrito per l’Italia lo ha portato a voler aprire la prima boutique monomarca Balmain. Il flagship store, che vedrà la luce a Milano nella prestigiosa Via Montenapoleone, vanta 280 metri quadrati suddivisi su due piani pensati e curati da Anna Philippou, Marie-Charlotte Prosperi-Fouchard e Victoire Guerlay, tre giovani architetti dello studio parigino AMV.

Olivier Rousteing durante il finale di una sfilata a Parigi

L’apertura di una nuova boutique, che segue quelle di Parigi, Londra, Los Angeles, New York, Hong Kong, Beijing, Tokyo, Seul e molte altre, non è altro che la conferma del consolidamento del successo della maison da quando Olivier Rousteing ne ha preso le redini. I numeri parlano da sé, dal 2011 il marchio – che prima non navigava in floride acquee – è in costante crescita. Con 8,1 milioni di follower la griffe è tra le più seguite su Instagram e sui social in generale.