Amancio Ortega e i primi cali della moda low cost

Amancio Ortega
Amancio Ortega e i primi cali della moda low cost - Photo Credit: retail institute

Amancio Ortega e i primi cali della moda low cost contro il mercato del lusso e il concetto di sostenibilità in netta crescita

Amancio Ortega riscuote i primi cali al suo fast fashion e alla sua moda low cost. In pochi conosceranno questo nome, eppure appartiene ad uno dei dieci uomini più ricchi al mondo. Ha 81 anni ed è spagnolo, ma soprattutto è il fondatore del gruppo Inditex, ossia quello che fa capo a brand quali Zara e Zara Home, Oysho, Massimo Dutti e via dicendo, passando dal l’abbigliamento all’intimo, fino all’arredo casa. Insomma, oggi Ortega rappresenta una delle maggiori potenze al mondo.
Il 2018, però, si è aperto per lui e per il suo gruppo con più difficoltà all’orizzonte. Si tratta principalmente di un calo delle vendite, chiaramente riscontrato soprattutto dopo gli ultimi anni più proficui che mai. Pare che le crescite fossero davvero significative e crescenti a vista d’occhio.
Solo ieri Inditex ha annunciato il suo fatturato dell’intero anno 2017, che senza dubbio è apparso tra i più invidiabili. Però, se i risultati del 2017 sono stati tra i migliori di sempre, quelli inerenti ai soli primi mesi del 2018 non paiono essere altrettanto positivi. Oltre al fatto che vengono a galla e si mischiano tra loro diverse questioni, tutte ugualmente minatorie per questo tipo di mercato.

Nonostante le vendite, soprattutto su e-commerce, risultano sempre più in crescita, la verità è un’altra. Il gruppo Inditex, con tutti i suoi marchi, è stato tra i primi a rivoluzionare il fashion system globale, tanto dal punto di vista produttivo quanto da quelli della distribuzione, cultura e società.

Sempre più, negli ultimi tempi si è soliti parlare di “democratizzazione” della moda. Cosa si intende esattamente con questa espressione? Si tratta di una moda accessibile a tutti grazie ai suoi prezzi bassi o medio-bassi, ma dallo stile sempre attuale e costantemente aggiornato. Segue gli ultimi trend e alle volte, addirittura, lo si mixa ai pezzi più prestigiosi dei grandi brand. Perché è proprio dai grandi marchi che questa moda prende ispirazione o si rifà fin troppo fedelmente.

E così, oggi, tutti ma proprio tutti possono cambiare di continuo il loro guardaroba e mantenerlo costantemente aggiornato di trend in trend. Fattore ancor più vincente, quello che più di tutti riesce a far breccia nel cuore, è che spesso la qualità non è niente male, soprattutto se la si rapporta al suo prezzo. Dunque, cosa desiderare di più? Nulla, a quanto pare! Tanto che possiamo davvero dire che “anche i ricchi vanno da Zara” (solo per citarne uno tra i più conosciuti e frequentati). Se poi ci si mette di mezzo il trend del “mix and match” allora è davvero fatta e anche chi può tranquillamente permettersi grandi luxury brand, non rinnega un giro di shopping da Zara, H&M, Oysho, Massimo Dutti o chi che sia. Mixa capi e stili differenti capaci, se fatto con attenzione e un buon occhio, di dar vita a look da lode.

A tutto ciò, però, c’è anche un rovescio della medaglia ed è quello dal carattere più negativo. Innanzitutto, quanti capi può contenere un armadio? Non più di tanti e così, arrivati ad un certo punto, c’è la necessità di disfarsene o cominciare a contenere gli acquisiti. Ancora, dopo quanto non se ne può più di un capo e si sceglie di disfarsene? Troppo presto, sempre prima. Ci si potrà mai stancare di fare shopping? Ebbene sì! Soprattutto in un momento durante il quale il fashion è sempre più fast che non ce la si fa più a mantenere il ritmo. Quello che oggi è di moda, domani non lo è già più.

E così si riempiono armadi e subito dopo discariche. In quanti sono a conoscenza del fatto che l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo? Questo è uno dei fattori davvero più preoccupanti e che comincia a far riflettere.

Sono in particolare gli ultimi studi ad aver affermato quanto la sostenibilità stia diventando una questione diffusa e condivisa, sempre più spesso legata a tutto uno stile di vita healthy. Pertanto, è proprio questa la nube che sta cominciando ad aleggiare intorno a questo tipo di moda “usa e getta”.

In più, sono sempre maggiori i fan di pochi pezzi di grande qualità. Costeranno di più, ma il loro stile e il loro valore saranno eterni. Tutto ciò sta diventando sempre più concreto in un futuro non troppo prossimo, tanto che si presenta come una pesante minaccia.

In conclusione, in quest’ottica il mercato del lusso cresce in fatturato, mentre a livelli di ritmi produttivi rimane lo stesso di sempre. Con il vantaggio, però, di qualche consumatore in più.